Scontrino elettronico: come funziona per i regimi forfettari?

Come si attuano le novità riguardanti l’emissione elettronica dei corrispettivi per i regimi minimi e forfettari?

Il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 16 maggio elenca esplicitamente quali sono i soggetti esonerati dall'obbligo dell’emissione dello scontrino elettronico. In questo elenco non sono citati coloro che applicano un regime diverso dall'ordinario.

Il decreto dunque non fornisce indicazioni particolari né tantomeno prevede eccezioni per chi opera con un regime forfettario o ai minimi. “I soggetti che rientrano nel perimetro del nuovo obbligo sono tutticommercianti al minuto ed assimilati”: su queste basi la misura di applicazione dell’obbligo di documentare le operazioni con uno scontrino digitale resta pressoché identica ai colleghi a regime ordinario.

Se dunque per la fatturazione elettronica la categoria dei minimi e forfettari era stata esentata, al contrario è confermato che l’obbligo dello scontrino elettronico sarà vincolante e che partirà dal 1° gennaio 2020 e sono quindi invitati a provvedere alle misure per l’adeguamento.

L’adattamento ai nuovi obblighi

L’adattamento fondamentalmente prevede come primo passo il dotarsi della strumentazione tecnologica necessaria, ossia registratori di cassa adeguati alla memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi.

Si passerà così dal registratore di cassa (RC) al registratore telematico (RT), che dovrà rispecchiare delle caratteristiche tecniche definite dal provv. dell’Agenzia delle Entrate n. 182017/2016, ossia “in grado di garantire l’inalterabilità e la sicurezza dei dati memorizzati”. In tale ottica sono previsti degli sgravi fiscali e dei bonus per agevolare questo adeguamento e l’eventuale acquisto dei macchinari: chi acquisterà un nuovo registratore di cassa nel 2019 e nel 2020 potrà beneficiare di un credito d’imposta pari al 50% della spesa fino ad un massimo di 250 euro.